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L’educazione non formale incontra il mondo accademico!

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Si è tenuto il primo dei 4 appuntamenti dedicato ai “metodi innovativi dell’UE per la partecipazione”, nell’ambito del progetto Europa + Vicina, ad opera di Moby Dick ETS.

Coinvolti i ragazzi dell’Università degli Studi di Salerno, del corso di laurea magistrale in corporate communication e media – cattedra: ricerca sociale e politiche pubbliche.

Il corso è articolato in 2 parti. La prima è dedicata alle basi teorico-concettuali che sostengono una visione di spazio pubblico come ambiente di relazione tra diversi tipi attori sociali – istituzioni, attori privati, altre parti sociali e cittadini.

La seconda è dedicata al particolare segmento dello spazio pubblico vissuto dai giovani e affronta lo studio dei processi sociali che lo attraversano, in una prospettiva di analisi sociologica, a partire dalla disamina della condizione giovanile fino all’analisi del network attoriale, delle politiche e delle progettualità inerenti questo ambito.

“Con oggi noi di Moby Dick ETS possiamo affermare che il nostro impegno ha visto un ulteriore tassello nel riconoscimento dell’educazione non formale” – dichiara Francesco Piemonte, Presidente dell’Ente – “Da diverso tempo, ormai, ci occupiamo di educazione non formale e da sempre abbiamo sostenuto che questo modello, in affiancamento alla formazione tradizionale, sia fondamentale per la crescita, lo sviluppo e il potenziamento delle competenze nei giovani. Questa è una delle priorità del nostro ente che da anni opera a supporto delle politiche pubbliche cooperando con diverse istituzioni nazionali ed in particolare con l’Agenzia Nazionale Giovani”.

Ci troviamo di fronte ad una doppia chiave innovativa, quella rappresentata dalla metodologia stessa applicata alle lezioni (incontro di educazione formale e non formale), e quella inerente i “luoghi”. L’UNISA, infatti, è tra le prime Università in Italia ad accogliere in una cornice istituzionale anche un percorso non formale, superando la separazione degli spazi tra l’alta formazione accademica, nelle sue forme convenzionali, e i contesti di sperimentazione di metodi e tecniche innovative nelle pratiche di formazione e lavoro con i giovani – come sottolinea anche la Professoressa Stefania Leone, direttore dell’Osservatorio giovani OCPG Unisa e docente di Sociologia e Comunicazione pubblica del Dipartimento di Scienze Politiche e della comunicazione.

“Il percorso didattico è assolutamente innovativo nel tentativo di affrontare il tema dell’educazione alla cittadinanza e alla partecipazione attiva dei giovani sperimentando quanto accade in altri paesi europei – come l’Estonia – circa l’integrazione di esperienze di educazione non formale all’interno di un corso universitario basato sull’educazione formale. Questo mix permette ai nostri studenti di fare esperienza di approcci e pratiche diffusi nelle progettualità del Terzo Settore, ambito che spesso ha difficoltà a coinvolgere proprio il segmento degli studenti universitari, e al tempo stesso di aprire possibilità di confronto tra docenti, studiosi e attori che operano sul campo portatori di conoscenza esperita direttamente.”

Una parte specifica del corso è destinata alla ricerca valutativa e a pratiche esercitative su dimensioni e indicatori nelle valutazioni di politiche, programmi, progetti e interventi pubblici.

Il piano didattico prevede incontri seminariali e laboratoriali.

Virgilio D’Antonio – Direttore Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione UNISA – promuove la nuova metodica d’insegnamento in corso di sperimentazione con il progetto in essere. “L’università è il luogo dell’educazione formale per eccellenza, l’immagine classica che abbiamo è quella di educazione aulica, di modelli alti che con difficoltà si integrano con saperi concreti. Il progetto che abbiamo in essere con Moby Dick ETS è, invece, caratterizzato da un modello molto più moderno di formazione universitaria dove alle dinamiche e metodi classici si affiancano tecniche di educazione non formale. E’ un modello più vicino allo spirito europeo e che è perfettamente in linea col corso di laurea in Scienze della Comunicazione che nasce dalla sperimentazione di didattica non convenzionale, dall’ibridazione dei saperi e dalla ricerca di una modernità dell’elaborazione e trasmissione delle conoscenze. Siamo convinti che questo progetto possa portare molti frutti non soltanto per i nostri allievi ma anche per le nostre attività di ricerca e di formazione”.

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