La Sala Impact! del Giffoni Film Festival è gremita per l’incontro con Francesca Albanese, giurista e relatrice speciale delle Nazioni Unite. Sul palco, a testimonianza di uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati di questa 56esima edizione, i classici quattro ragazzi intervistatori raddoppiano, diventando otto.
La dott.ssa Albanese segue da tempo la questione palestinese e, nel corso degli ultimi mesi, ha assunto posizioni che hanno fatto discutere, dividendo spesso l’opinione pubblica. D’altronde, il conflitto israelo-palestinese è uno dei casi che più di tutti ha polarizzato l’attuale dibattito pubblico. Tuttavia, in sala non si è parlato solo di questo: politica, diritto internazionale e sfiducia nei confronti delle istituzioni sono stati i veri temi protagonisti del confronto.
“Oggi il diritto internazionale sembra essere diventato carta straccia, è davvero così?”, chiede una delle Giffoner di Impact!.
“La struttura del diritto internazionale è stata completamente ridimensionata. Oggi può sembrare carta straccia ma, prima di buttarlo via, pensateci. Perché c’è della gente che ha combattuto per quella carta che oggi è diventata straccia. Oggi è completamente cambiato il livello della classe dirigente; dovreste ascoltare le discussioni all’ONU dei diplomatici durante la Guerra Fredda”, dice Albanese.
Il dialogo in sala si fa serrato, accompagnato da un livello di attenzione crescente.
L’analisi della giurista si sposta poi sul sistema economico globale: “Siamo in una fase violenta del capitalismo, che sta distruggendo i suoi stessi fattori produttivi, portandoci in un sistema di ‘necrocapitalismo’ che si nutre di morte.
La guerra e il genocidio in Palestina – continua – stanno facendo arricchire le imprese di buona parte del mondo. Il globo si sta spostando sempre di più verso l’economia della guerra. Avremmo bisogno di più sanità, di più risorse destinate a finanziare l’arte e la cultura”.
In sala l’intervento si chiude con un appello potentissimo, rivolto direttamente ai ragazzi in sala, esortandoli all’azione civica: “La politica dovete farla voi, dovete essere come uno tsunami. la politica è vostra, ve la dovete prendere. Un leader non è uno che sta davanti e sotto i riflettori, è uno che sta dietro e spinge, è uno che si sporca le mani”.
Dopo l’incontro con i Giffoner abbiamo intercettato Albanese anche ai microni di politichegiovanilipuntocom: “Penso che trasformare l’impossibile in possibile sia il movimento dell’umanità, il suo respiro. Andiamo verso il meglio, anche se non ci sembra. Diventiamo meno disumani. Adesso non appare così, ma cinquant’anni fa c’erano persone rinchiuse negli zoo, ottant’anni fa bruciavamo le persone nei campi di concentramento.
Oggi il Mediterraneo è diventato un mare di morte, quando dovrebbe essere una madre accogliente. Queste cose vanno capite, e soltanto capendole si possono tradurre in un orizzonte possibile da preservare”, conclude.




