L’Italia è da sempre un bacino di grandi talenti ma troppo spesso manca un ecosistema in grado di farli incontrare, dialogare e crescere. Negli ultimi mesi questi vuoti stanno cominciando a riempirsi di iniziative e hub innovativi che mettono in contatto le nuove generazioni.
A inizio luglio è nato l’Italian Founders House (IFH), il primo programma intensivo di co-working dedicato ai giovani imprenditori e startupper.
La cornice di questo ambizioso progetto è l’H-FARM College, situato in Veneto e riconosciuto come uno dei poli di innovazione più all’avanguardia a livello europeo. È qui che, per tutto il mese di luglio, ha preso vita un’iniziativa unica nel suo genere, fondata e guidata da due studenti del campus: Gaia Catalano e Alberto Ravasini.
L’esigenza di creare un hub di questo tipo ha intercettato un bisogno reale nel panorama giovanile italiano, raccogliendo oltre 300 candidature in sole due settimane. Tra queste, soltanto i 70 talenti più promettenti hanno superato la fase di selezione, ottenendo l’accesso al programma.
L’esperienza IFH: un acceleratore di idee e relazioni
Il format dell’Italian Founders House è tanto semplice quanto dirompente, poiché si basa sull’immersione totale e sull’abbattimento delle barriere digitali. I giovani founder selezionati vengono ospitati all’interno del campus di H-FARM, ricevendo non solo una camera in cui soggiornare, ma anche libero accesso a uffici, spazi di co-working e aree ricreative per l’intera durata del programma.
Ogni giorno le porte dell’IFH si aprono a imprenditori e investitori, creando un’opportunità di confronto diretto e continuo. I partecipanti possono ricevere feedback preziosi e stringere connessioni strategiche, lavorando sui propri progetti innovativi in un clima di pura contaminazione creativa.
Lo sguardo verso settembre: hackathon e nuovi orizzonti
Dopo il successo dei primi trenta giorni, Catalano e Ravasini guardano al futuro con grande ottimismo e obiettivi ancora più sfidanti.
“Puntiamo a portare il progetto avanti anche a settembre, offrendo un programma molto più ricco e strutturato”, spiega Alberto Ravasini. “Il nostro modello si basa sul merito: offriamo casa e uffici in maniera completamente gratuita a chi dimostra di meritarlo davvero. Vogliamo crescere sempre di più, introducendo anche hackathon domenicali qui in H-FARM, pensati per stimolare e supportare i ragazzi che stanno costruendo qualcosa di concreto”.
Una visione condivisa e ribadita da Gaia Catalano, che racchiude in una frase la missione finale del progetto: “Vogliamo unire i veri talenti qui ad H-Farm”.
In un’Italia dove l’innovazione rischia spesso di disperdersi o di emigrare, l’Italian Founders House si pone come un magnete che attira talenti in maniera meritocratica, strutturata e – soprattutto – innovativa.




