Finanz è una delle piattaforme emergenti nel panorama dell’educazione finanziaria in Italia. Con un metodo semplice, intuitivo e accessibile, la startup – fondata da quattro under 23 – punta a rendere la gestione del denaro comprensibile alle nuove generazioni.
Lanciata ufficialmente a Novembre 2024, Finanz ha ottenuto 700mila euro in un primo round di investimenti e costruito una community di oltre 70mila utenti attivi, puntando adesso a un’espansione sui mercati europei.
L’idea? Diventare il “Personal finance guy” di ogni utente, promuovendo l’educazione finanziaria attraverso linguaggi e codici innovativi.
Su politichegiovanili.com ne abbiamo parlato con Matteo Spreafico, uno dei co-founder della startup.
Come nasce Finanz?
L’idea prende forma tra i banchi di scuola: un gruppo di liceali inizia a viaggiare in tutta Italia incontrando migliaia di coetanei e parlando di educazione finanziaria.
Da questi eventi emerge un’esigenza chiara: creare un percorso personalizzato che accompagni i giovani nella formazione finanziaria e nella gestione del denaro.
“Volevamo offrire un supporto personalizzato a coloro che desideravano imparare a gestire il proprio denaro e pianificare il futuro”, dice Matteo.
In Italia il tema del denaro è rimasto fin troppo a lungo un ‘tabù’. Le informazioni esistono, ma sono spesso frammentate e poco adatte ai singoli profili.
“Per questo motivo nasce Finanz: non basta trovare le informazioni generiche. È necessario adattarle alle situazioni specifiche, persona per persona”.
Dopo mesi di lavoro, a Novembre 2024 Lorenzo Perrotta (CEO), Matteo Spreafico (COO), Matteo Longoni (CMO), e Andrea Pasini (CTO), lanciano ufficialmente l’applicazione.
Il primo lancio è tutt’altro che perfetto. E – come ci spiega Matteo – è giusto così.
“Da un lato c’era tanta emozionema per noi era solo l’inizio. Nel mondo delle startup si dice che che se non ti vergogni della prima versione del prodotto, vuol dire che stai sbagliando qualcosa. All’inizio non deve essere tutto perfetto: bisogna partire”.
Le difficoltà e l’approccio pragmatico del Team
Lavorare in un team così giovane significa affrontare le sfide con entusiasmo e flessibilità. La parola chiave, ci spiega Matteo, è “ossessione”.
“La motivazione non puoi perderla e, soprattutto, non puoi aspettarti che saranno gli altri a dartela. Internamente usiamo questa parola, ossessione, che cerchiamo di concepire nella massima accezione positiva”.
Sin dall’inizio, però, i quattro hanno imparato una lezione fondamentale: “La prima cosa che ti insegnano nel mondo startup è di non innamorarti della soluzione, ma del problema. Per noi sarebbe stato un errore enorme focalizzarci soltanto sullo sviluppo dell’app. Noi siamo partiti e abbiamo studiato tutte le soluzioni possibili”.
La prima versione di Finanz, infatti, è una comunissima pagina Instagram: “Solo dopo ci siamo accorti che quello non era il modo migliore, abbiamo trovato uno spunto per risolvere quel problema e ci siamo spostati sull’app, prendendo ispirazione da uno dei migliori strumenti educativi, Duolingo”.
Mentre parliamo, mi colpisce il pragmatismo con cui Matteo e l’intero team affrontano le difficoltà: “Nel momento in cui esci dalla tua comfort zone per forza di cose avrai criticità. Noi siamo stati molto bravi a seguire questo processo, trasformando le difficoltà in opportunità”.
I bandi e il sostegno pubblico: perchè cominciare con una Startup in Italia
La crescita della startup è stata sostenuta anche da finanziamenti pubblici e bandi dedicati all’internazionalizzazione delle imprese italiane.
“Abbiamo vinto diversi bandi e oggi siamo particolarmente attenti ai nuovi programmi, provando a candidarci sempre”.
Recentemente il team è stato ospite a Parigi con l’Italian Trade Agency attraverso un programma pubblico di internazionalizzazione delle startup italiane che offre contatti e opportunità di finanziamento.
“Nel Sud Italia esistono oggi decine di bandi per I giovani che vogliono lanciare un loro progetto imprenditoriale e vanno comunicati nella maniera migliore”, dice il co-founder.
Gli obiettivi di Finanz nel medio e lungo termine
Dopo il recente round di investimenti, oggi Finanz guarda verso un ingresso anche nel mercato B2B (Business to Business) e un’internazionalizzazione del progetto.
“Vogliamo diventare leader europei nel settore della finanza personale, del supporto all’educazione finanziaria. L’obiettivo è quello di avere, entro la fine del 2026, circa mezzo milione di utenti a livello europeo”, dice Matteo.
La strategia è chiara: aprire ai mercati degli altri Paesi europei e creare un processo standardizzato da replicare.
Consapevolezza ed educazione finanziaria: la scuola sotto la lente
Il progetto Finanz nasce da una constatazione: l’Italia è uno dei Paesi con il più basso tasso di alfabetizzazione finanziaria. Secondo Matteo, che ha un passato nel mondo dell’attivismo studentesco, la consapevolezza del bisogno è aumentata grazie a creator e contenuti online. Tuttavia, l’educazione reale non cresce allo stesso ritmo.
“Oggi si è aperto un mondo di possibilità in cui diventa pericoloso navigare se non hai gli strumenti giusti per muoverti. Il problema è – in parte – anche culturale ed italiano. In Italia non si parla di denaro in famiglia, a scuola, tra amici. È troppo spesso ancora considerato un ‘tabù'”.
La scuola, in questo senso, è uno degli attori protagonisti: “Ad oggi – spiega Matteo – esiste un grandissimo gap nell’istruzione. Siamo ancora troppo ancorati alle nozioni, mentre con l’avvento dell’AI le informazioni sono ovunque. La scuola dovrebbe insegnare anche competenze pratiche, capacità di affrontare le crisi e rialzarsi”.
Un’ecosistema in crescita tra innovazione e formazione
Oggi Finanz non è soltanto un’app, ma un ecosistema in crescita in cui innovazione, formazione e condivisione si intrecciano.
“Ogni mattina mi sveglio e sono felice di quello che faccio”, racconta Matteo. “Da quando abbiamo iniziato questo progetto, ho la motivazione di alzarmi e costruire qualcosa insieme al team. È, per molti aspetti, il periodo più bello della mia vita”.
In un Paese in cui parlare di denaro è ancora difficile, realtà come Finanz provano a cambiare linguaggio e prospettiva, avvicinando le nuove generazioni alla consapevolezza finanziaria.




