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“Ho iniziato a vincere quando ho accettato di poter perdere”: Alice Bellandi si racconta ai Giffoners tra successi e sconfitte

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Non solo medaglie, record e successi. Sul palco della Sala Verde nella Multimedia Valley, Alice Bellandi ha portato soprattutto la sua storia di donna, prima ancora che di campionessa.

La judoka azzurra, campionessa mondiale, europea e olimpica, ha incontrato i ragazzi della sezione Impact condividendo il percorso che l’ha condotta sul gradino più alto del podio. Un racconto sincero, fatto di vittorie ma anche di fragilità, paure e momenti difficili.

Negli anni Bellandi ha raccontato pubblicamente anche le difficoltà affrontate lontano dal tatami, tra disturbi alimentari e depressione, spiegando quanto sia stato fondamentale intraprendere un percorso di psicoterapia per ritrovare equilibrio e serenità. Un messaggio importante in una cultura che spesso celebra soltanto il successo, dimenticando il valore del benessere mentale.

«Le sconfitte sono lezioni di vita e noi non siamo i nostri risultati», ha raccontato ai Giffoners. «Due giorni prima delle Olimpiadi di Parigi ero la numero uno del ranking mondiale e tutti mi consideravano tra le favorite per la medaglia d’oro. Sentivo addosso una pressione enorme. Avevo paura di perdere. Poi la mia psicologa mi ha fatto una domanda semplice: “Che succede se perdi?”. In quel momento ho capito che no, non sarebbe finito il mondo.»

Da quella consapevolezza è nata la svolta. «Ero pronta a vincere quando ho accettato che avrei potuto perdere.» Parole che racchiudono il senso più profondo del suo percorso: liberarsi dal peso del risultato per tornare ad amare il proprio sport.

Ai microfoni di politichegiovanili.com, Bellandi ha ripercorso anche il momento più difficile della sua carriera.

«Dopo le Olimpiadi di Tokyo mi sono davvero chiesta se fosse il caso di lasciare tutto. Ma il sogno di vincere un’Olimpiade era più grande della paura e delle difficoltà che avevo attraversato.»

Una scelta che l’ha portata, qualche anno dopo, a conquistare il titolo olimpico.

Il judo, però, le ha insegnato molto più della tecnica e della competizione. È diventato una scuola di vita fondata su valori come rispetto, disciplina, resilienza, coraggio e spirito di sacrificio.

«Il valore che mi rappresenta di più è l’umiltà. Non ho mai voluto identificarmi con i miei risultati. Ho sempre cercato di utilizzare le mie vittorie per raccontare anche tutto quello che c’è dietro una medaglia: le sconfitte, i momenti difficili, le fragilità.»

L’incontro con Alice Bellandi ha raccontato uno sport che va ben oltre il risultato agonistico: uno spazio di crescita personale, educazione e consapevolezza, dove la vera vittoria non è soltanto salire sul gradino più alto del podio, ma trovare il coraggio di affrontare le proprie paure e continuare a credere nei propri sogni.

Per i Giffoners, la campionessa olimpica non ha portato soltanto una medaglia d’oro, ma la testimonianza autentica di una persona che ha imparato a trasformare le cadute in ripartenze. Perché, come ha ricordato lei stessa, non siamo i nostri risultati, ma il modo in cui scegliamo di rialzarci dopo ogni sconfitta.

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