Venti giovani provenienti da tutta Italia, idee di business innovative e l’energia di chi guarda al futuro con ambizione: sono stati questi gli ingredienti centrali dell’evento conclusivo di TeenVentures Vol.1, la competizione italiana dedicata all’imprenditoria giovanile.
Il percorso ha coinvolto venti tra ragazze e ragazzi selezionati attraverso una candidatura online e ha preso il via lo scorso febbraio, articolandosi in workshop digitali e sessioni di mentorship con professionisti del mondo startup.
Nel corso dei tre mesi di formazione, i partecipanti hanno lavorato in team allo sviluppo delle proprie idee, acquisendo strumenti concreti per trasformare intuizioni iniziali in progetti imprenditoriali strutturati e sostenibili.
L’evento finale, organizzato in collaborazione con Amici del Villaggio APS, si è svolto il 30 maggio presso gli uffici di Veliu, in via Polidoro da Caravaggio a Milano. Un momento significativo, che ha rappresentato anche la prima occasione per i partecipanti di incontrarsi dal vivo e presentare i propri progetti davanti a una giuria composta da professionisti del settore.
A salire sul podio sono stati, al terzo posto, “Table Match” (Giulia Xiae ed Elisabetta Chiadò) e, a pari merito, “Netify” (Filippo Labate e Leonardo Wong). Secondo posto per “Future Talents” di Riccardo Cesarotti. A conquistare la vittoria finale è stato il team di “Restry”, composto da Flavio Bernoni, Francesco Di Stefano e Giuseppe Di Sorbo.
«Questo è il primo passo di un progetto per i prossimi vent’anni, per formare le nuove generazioni di imprenditori e professionisti italiani e tornare a coltivare una cultura imprenditoriale profonda che storicamente ha sempre fatto parte del nostro DNA tricolore ma che sembriamo aver abbandonato», ha dichiarato Mattia Oliva, fondatore di TeenVentures.
TeenVentures si conferma così come un’iniziativa capace di intercettare e valorizzare l’energia di una generazione che utilizza tecnologia e innovazione come leve di crescita e impatto concreto, contribuendo a superare narrazioni spesso distorte sui giovani.




