C’è la mente della tenace Alessia Palumbo dietro la fiction in onda in prima visione assoluta domenica 12 aprile su RAI 1. Ideatrice di Roberta Valente – Notaio in Sorrento, ha portato sullo schermo una figura inedita per la serialità italiana: quella del notaio. Un ruolo spesso percepito come tecnico, distante, ma che nella scrittura diventa il punto di accesso privilegiato alle vite degli altri.
Laureata all’Università degli Studi di Salerno, Alessia Palumbo ha costruito il suo percorso nel mondo della sceneggiatura con costanza e visione, muovendosi all’interno della serialità televisiva fino a collaborare con importanti produzioni. Un cammino fatto di scrittura, confronto e crescita, che restituisce il profilo di un’autrice capace di ideare e raccontare storie.
È da questa intuizione personale – come racconta Alessia a politichegiovanili.com – che nasce la serie:
«Ho un conservatore di archivio notarile in famiglia e la figura del notaio mi ha sempre affascinato, in particolare tutta la questione dei testamenti, li ho sempre trovati molto poetici», ha spiegato.
Da qui, l’idea che ben presto si trasforma in una realtà narrativa grazie alla regia di Vincenzo Pirozzi: portare sul piccolo schermo una professione apparentemente “statica” in un dispositivo capace di generare storie.
«Ognuno di noi ha avuto a che fare almeno una volta con un notaio. È testimone di momenti cruciali della vita delle persone: l’acquisto della prima casa, la creazione di una società, la scomparsa di una persona cara. Tutto ciò è noioso solo sulla carta: dietro ci sono storie, persone, emozioni. Questo è quello che vuole raccontare la serie».
La sfida, però, era tutt’altro che semplice: «La difficoltà principale è stata mostrare più dinamica la figura del notaio, a tratti percepita come “noiosa”», spiega Palumbo. «Abbiamo dovuto studiare molto per costruire situazioni che portassero il notaio anche fuori dallo studio, a verificare di persona, a entrare nelle vite degli altri».
E proprio da queste vite nasce la componente emotiva della serie:
«Abbiamo cercato di collegare quanto più possibile le emozioni dei protagonisti a quelle dei casi notarili. Il mistero? Lo portano i personaggi».
Al centro c’è Roberta, un personaggio che, pur evolvendosi durante il processo creativo, resta fedele alla sua essenza originaria.
«È cambiata, ma nemmeno tantissimo. Tutto quello che doveva esserci è rimasto», racconta l’autrice. «Il confronto con regista, attori e sceneggiatori genera sempre trasformazioni, ma posso dire che Roberta sia stata arricchita, non stravolta».
Accanto alla figura Roberta Valente, però, c’è un altro elemento fondamentale: il territorio.
Sorrento non è un fondale, ma una presenza viva nella narrazione.
«È uno di quei posti da favola che, quando ci vai da turista, ti chiedi: chissà chi ci abita. Ecco, i nostri personaggi», dice Palumbo. «Ma più che Sorrento, mi verrebbe da dire che il mare sia un altro elemento centrale, profondamente legato ad alcuni dei personaggi».
Il Sud, quindi, assume un ruolo primario in tuttte le sue sfaccettature:
«Non volevamo il Sud da cartolina o quello dei cliché, ma la sua quotidianità: fatta di colori e profumi incredibili. Un Sud vivo, allegro ma anche malinconico».
Dietro le quinte il lavoro di scrittura è stato anche un’esperienza umana profonda.
«Ho scritto questa serie con Dario Carraturo, Guglielmo Finazzer e Mariateresa Trigiante e siamo una famiglia ormai», racconta. «È passato tanto tempo da quando abbiamo iniziato e questo ci ha unito molto. Il mio primo approccio alla scrittura è stato con loro e sono grata per la cura e il rispetto che hanno avuto verso di me e l’idea».
Dalle parole di Alessia sembra questa la chiave con cui leggere Roberta Valente: una serie che parte da un’intuizione insolita, attraversa il rigore del diritto e arriva a parlare di emozioni, legami e cambiamenti.
«Vorrei che questa serie lasciasse nel pubblico divertimento, immedesimazione e un profondo senso di tenerezza. Che è esattamente quello che sto provando io ora», conclude Alessia, dandoci appuntamento a domenica sera, su RAI 1.




