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“Libertà è partecipazione”, i millennials del Meeting sfoderano le armi vincenti: serietà, preparazione e leggerezza. Con un monito per le istituzioni: “Ascoltateci, non siamo rassegnati”

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Dai Ramones a Céline Dion, passando per Pino Daniele, qualche pezzo classico e gli immancabili successi che spopolano su TikTok come Dance Monkey dei Tones and I. Insomma, non proprio il repertorio che molti immaginano di sentire nella hall di un albergo durante un appuntamento importante come il Meeting Nazionale dei Giovani.

E invece questi giovani, così spesso sottovalutati ed emarginati dagli adulti, stupiscono ancora una volta con la loro allegria contagiosa, complice un pianoforte del Sain Joseph Resort dI Salerno e la voglia di canticchiare insieme durante la pausa caffè. La “carica dei 110” ragazze e ragazzi provenienti dalle sette regioni italiane (Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna e Molise) che hanno patrocinato la quarta edizione, tra una chiacchierata e l’altra per conoscersi meglio, hanno però lavorato sodo e steso in poco più di 72 ore quattro policy papers dettagliati e precisi. Ed emerge ancora più forte il loro entusiasmo e le loro idee sulla società, sul lavoro e sul futuro, soprattutto dopo i due difficilissimi anni di pandemia che il mondo porta sulle spalle.

“Al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi vorrei dire di tenere in considerazione le necessità psicologiche dei giovani, soprattutto se adolescenti”, afferma il 21enne Sabatino, studente di arti visive, musica e spettacolo dell’Università di Salerno, partecipante del focus group Engage. Sguardo sereno ma severo sulla contemporaneità: “Questo momento per i giovani è molto critico – prosegue – sembra banale ma questi tre giorni mi hanno dato la carica e mi hanno fatto capire l’importanza di eventi come il Meeting, che per me è arrivato nel momento in cui ne avevo più bisogno. E questo credo valga anche per molti dei ragazzi presenti.”

Marina, invece, ha 36 anni ed è sarda, ha lavorato nel gruppo Act e si occupa di progettazione europea: “Il Meeting è stata un’occasione di dialogo e confronto importante, ancor di più per una ragazza come me che proviene da un contesto isolano.” La sua passione inizia all’università, “dove sono stata rappresentante degli studenti alla Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari. Tra vent’anni mi vedo muovere in modo trasversale nel mondo del lavoro, mi piacerebbe proseguire la mia attività e generare beneficio per le future generazioni, valorizzando le attitudini dei miei coetanei e di più giovani.” Senza dimenticare la creatività, con un occhio puntato anche sull’arte e la fotografia, che è la sua passione.

“Non è vero che tutti i giovani sono indifferenti, c’è una parte di essi molto attiva nel sociale e che crede nelle opportunità”, afferma la diciottenne Alessandra, calabrese fresca di maturità che si occupa già di attività di monitoraggio civico e cittadinanza attiva. “Ho deciso di partecipare al Meeting nel gruppo Empower perché per me la parola chiave è inclusione e scambio. Con i miei compagni di scuola abbiamo deciso di dedicarci alla cittadinanza attiva come risposta all’indifferenza di alcuni coetanei. Il più grande pregio dei giovani credo sia l’elasticità, e queste giornate mi hanno insegnato, oltre ad aprirmi agli altri, anche a farlo con chi la pensa diversamente da me.” Una lezione di civiltà e di ascolto molto utile a tanti adulti, soprattutto pensando ai social network e alla facilità con cui le opinioni, a volte, vengono scagliate come parole d’odio verso il prossimo.

La diciottenne Laura, invece, neo-studentessa di Ingegneria Aerospaziale all’Università di Torino e partecipante del gruppo Connect, vuole rivolgersi al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi con una richiesta ben precisa: “Cambiate la scuola per favore. Introducete maggiori ore per studiare cittadinanza e Costituzione, in modo tale da far documentare noi ragazzi e permetterci così di esprimere opinioni consapevoli. Spesso mi sento criticata personalmente, come tanti altri miei coetanei, perché sembriamo passivi da un punto di vista politico. Forniteci gli strumenti per poter fare la differenza per il nostro Paese”.

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