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Rush finale per i 110 giovani del Meeting: oggi appuntamento con Bilotti e Volpe per parlare di lavoro e futuro

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Mancano poche ore al termine della quarta edizione del Meeting Nazionale dei Giovani, e le sale del Saint Joseph Resort sono piene di ragazze e ragazzi impegnati a lavorare e a confrontarsi.

Domani, infatti, dovranno presentare i 4 policy papers che avranno elaborato – uno per ogni gruppo di lavoro – al Dirigente dell’Agenzia Nazionale Giovani, Serena Angioli, al Deputato del Parlamento Europeo Mario Furore, al Direttore del Dipartimento POLICOM dell’Università degli Studi di Salerno Virgilio D’Antonio e a Mario Pozzi, dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Nazionale Giovani. Sarà presente per un saluto ai partecipanti anche il Senatore Antonio Iannone.
Insomma, una bella responsabilità e un’esperienza che difficilmente dimenticheranno.

Il terzo giorno di Meeting è stato caratterizzato, oltre che dalle lunghe sessioni di lavoro, anche dall’incontro in plenaria con la Deputata Anna Bilotti e il Consigliere Regionale della Campania Andrea Volpe.

Per la Deputata Bilotti “la provincia di Salerno vanta grandissimo attivismo e la manifestazione di oggi ne è la prova tangibile. Sono felice di essere qui e di farmi portatrice di questo messaggio. Noi rappresentanti istituzionali dobbiamo trasmettere ai giovani quello che accade politicamente e momenti come questi sono fondamentali affinché la cosa si possa concretizzare. Auguro loro di credere sempre in se stessi. L’attuale situazione, anche pandemica, non mette pienamente le nuove generazioni nella condizione di esprimersi a pieno: è importante farlo, invece, e anche la Costituzione Italiana tutela questo diritto. Continuate su questa strada.”

“E’ importante risolvere la questione dei ragazzi che devono entrare nel mondo del lavoro – afferma Volpe – e ci sono tante misure che sono state adottate nel corso degli anni. Quello che manca davvero è una “rivoluzione”, domandarsi più concretamente quali sono le figure che il mondo del lavoro sta ricercando, formando i neet (ossia persone under 30 che attualmente non studiano, non lavorano e non sono impiegate in attività di formazione). Per questo è importante ripensare il sistema e lavorare per dare risposte ai ragazzi immaginando percorsi formativi mirati. Ci vuole il coraggio di ripensare completamente alcuni processi. Credete in quello che desiderate fare e non abbiate paura di chi vi dice che non c’è speranza.”

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