Politiche Giovanili

Giovani: ecco la legge!

“I giovani sono il presente della nostra Nazione: le loro aspirazioni, le loro competenze e le loro energie devono trovare ascolto e risposte adeguate”. Con queste parole il Ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, commenta l’ok definitivo al Senato del disegno di legge recante disposizioni in materia di giovani e Servizio Civile Universale. Un passo importante che permette di ridurre il gap che spesso si crea tra ragazzi ed istituzioni. Una delle difficoltà maggiori, infatti, che portano all’allontanamento delle nuove generazioni dalla vita pubblica sono proprio i meccanismi farraginosi della burocrazia e la netta sensazione di non poter raggiungere, con le proprie idee, i vertici delle istituzioni.

Il ddl vuole non solo accorciare le distanze, ma rendere i giovani attori chiave “Con questo provvedimento rafforziamo le basi per accompagnare le ragazze e i ragazzi nei percorsi di crescita, autonomia e partecipazione, riconoscendone il ruolo attivo nella comunità”.

Da sottolineare l’ascolto attivo delle istanze giovanili, avvenuto negli anni attraverso gli organi consultivi come CNG e AIG.

In sintesi il ddl si propone di avere un maggiore coordinamento tra le istituzioni in materia di politiche giovanili, semplificare la normativa vigente per quanto riguarda il Servizio Civile Universale, valorizzando la capacità progettuale degli enti e promuovendo iniziative innovative e sperimentali.

Attenzione anche alla Carta Giovani Nazionale, per dare maggiori opportunità e valorizzare le iniziative più rilevanti e interessanti per i giovani.

Fondamentale la costituzione di un   Osservatorio permanente quale strumento istituzionale per il confronto e il raccordo sulle politiche giovanili, finalizzato a costituire uno strumento di analisi che può risultare nevralgico per le scelte future.

In parole povere, fatte le direttrici di una legge quadro, ora tocca al Governo mettere in campo le strategie giuste ed attuare quanto designato ed approvato nella giornata di ieri, riconoscendo un passo fondamentale e necessario che ancora mancava in un settore quanto mai attivo e delicato come quello delle politiche giovanili.

Se la rotta è stata dunque tracciata, ora attraverso l’iter normativo, tocca non solo agli organi preposti ed alle istituzioni in toto farsi carico del cambiamento, ma agli stessi ragazzi fruitori ed attori del cambiamento.

E se le chiavi dei prossimi anni sembrano essere proprio: inclusione, partecipazione attiva e  protagonismo giovanile, con una visione globale e centralizzata dei lavori, il focus resta sempre lo stesso, i ragazzi come speranza per futuro migliore.