Quando si pensa all’università, le immagini che perlopiù vengono in mente sono: lezioni, esami, libri, sessioni infinite davanti a un computer, colloqui con i professori e, alla fine, una laurea. Ma tra un esame e l’altro esiste un universo parallelo di opportunità che molti studenti scoprono soltanto quando stanno per concludere il percorso. E settembre, con l’inizio del nuovo anno accademico, è proprio il momento giusto per cominciare a esplorarlo.
La prima cosa da fare è conoscere davvero, approfonditamente, il sito del proprio ateneo. Non soltanto la pagina del corso di laurea, o l’area riservata attraverso cui espletare la burocrazia da libretto e prenotazioni, ma anche le sezioni dedicate a borse di studio, collaborazioni studentesche, tutorato, tirocini, mobilità internazionale e orientamento al lavoro.
Una possibilità spesso poco conosciuta è, ad esempio, quella delle collaborazioni studentesche. Molti atenei prevedono attività retribuite per gli studenti, presso biblioteche, laboratori, strutture amministrative o servizi universitari. Non si tratta semplicemente di un piccolo lavoro: può essere un primo modo per acquisire esperienza e familiarizzare con un ambiente professionale.
Anche il tutorato può trasformarsi in un’opportunità concreta. Un esempio arriva dall’Università degli Studi di Salerno, dove diversi Dipartimenti pubblicano bandi per attività di tutorato e per il progetto “Student for Student”. Nel 2026, per esempio, il Dipartimento di Medicina ha previsto 11 assegni per studenti impegnati nel supporto ai propri colleghi, mentre il Dipartimento di Matematica ha pubblicato un bando per 16 assegni di tutorato e recupero destinati a studenti delle lauree magistrali.
Non è quindi soltanto un’attività da inserire nel curriculum: significa mettere a disposizione le proprie competenze, sviluppare capacità comunicative e organizzative e, in alcuni casi, ricevere un compenso.
Poi ci sono i tirocini, che non sono necessariamente qualcosa da rimandare all’ultimo anno. A seconda del corso di studi, possono permettere di entrare in contatto con aziende, enti pubblici, associazioni, laboratori e organizzazioni del terzo settore. Citando sempre l’Università di Salerno, alcuni corsi prevedono tirocini presso strutture esterne convenzionate, ma anche attività di laboratorio, orientamento, conferenze e scuole possono concorrere alla formazione prevista dal percorso.
E poi c’è tutto ciò che riguarda l’internazionalizzazione. Erasmus+ è probabilmente il programma più conosciuto, ma non è l’unica possibilità: esistono accordi tra università, programmi di mobilità, summer school, corsi internazionali e opportunità di ricerca. Non bisogna aspettare di essere prossimi alla laurea per informarsi: alcune candidature richiedono di muoversi con largo anticipo.
Infine, un capitolo che spesso viene sottovalutato: il career service dell’ateneo. Curriculum, incontri con aziende, seminari, eventi di recruiting, colloqui e orientamento professionale possono sembrare attività “da laureandi”, ma iniziare a frequentarli prima, anche molto prima, significa capire con maggiore anticipo quali competenze vengono richieste e quali direzioni professionali sono compatibili con il proprio percorso.
Il punto, quindi, non è riempire il curriculum già durante il percorso formativo. È utilizzare l’università anche come luogo per sperimentare, conoscere persone, mettere alla prova interessi e competenze e capire meglio cosa fare dopo.