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Beni confiscati, Il Direttore dell’ANBSC Laganà: “I giovani linfa nuova per l’Agenzia”

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Si è concluso ieri, 20 dicembre, il meeting d’apertura di “Co-programmare con i giovani”, progetto nazionale finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con Moby Dick ETS capofila dell’iniziativa.
I panel tematici della mattinata hanno registrato un’attenzione significativa nei confronti della gestione e dell’amministrazione dei beni confiscati, tema centrale nel dibattito sulla legalità e sul ruolo del Terzo Settore.

La prima sessione di dialogo ha riunito esponenti istituzionali, associazioni e figure impegnate attivamente sul fronte dell’antimafia, con un focus specifico sull’utilizzo dei beni confiscati da parte degli ETS. Hanno partecipato Maria Rosaria Laganà, Direttore ANBSC, Don Aniello Manganiello, prete anticamorra, RevMan, Poliziotto Rapper, Anthony Lo Bianco, Presidente Valentia APS, I Ragazzi di Via D’Amelio, Associazione Antimafia e di Promozione della Legalità.

Ai microfoni di politichegiovanili.com abbiamo ascoltato Maria Teresa Laganà, direttore dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati.“L’Agenzia per l’amministrazione dei beni è un’attività sfidante per una serie di complessità che questa attività comporta, ma– allo stesso tempo – molto appagante”.

Il direttore Laganà ha poi spiegato come il tema dei beni sia caratterizzato da una grande complessità strutturale, spesso completamente ignorata nel dibattito pubblico.
“Pertanto, fare comunicazione è di vitale importanza, soprattutto se c’è una linfa nuova, quella dei ragazzi che si avvicinano senza delle posizioni ideologiche già assunte che potrebbero impedire di vedere la realtà dei beni confiscati”.

Rimane, ad oggi, una capillarità diffusa dei beni confiscati su tutto il territorio nazionale, a testimonianza di una criminalità organizzata sempre più pervasiva. “La Lombardia ha superato alcune regioni del Sud come numero di beni presenti. Oggi siamo impegnati a dialogare con le istituzioni e gli enti del terzo settore da Nord a Sud in maniera sempre più performante ed efficace rispetto alla mission dell’Agenzia, che è quella di restituire questi beni alla collettività nel più breve tempo possibile”.

La sensibilizzazione sul tema, tuttavia, non ha ancora raggiunto livelli sufficienti, in particolare nei contesti di partecipazioni giovanili: “C’è molta attenzione da parte delle istituzioni rispetto ai temi della legalità in generale. Si parla di codice della strada, dei comportamenti rispetto all’abito della violenza di genere che ci preoccupa tantissimo. Eppure, si discute poco di beni confiscati, che oggi sembra un argomento “da adulti”.

Eppure – come ha sottolineato Laganà – attraverso il Terzo Settore i giovani possono offrire un contributo decisivo nella ricerca e nell’elaborazione di nuovi progetti. Il vero problema dei beni confiscati riguarda la presenza di numerosi beni che non vengono richiesti né utilizzati dai soggetti interessati – quali istituzioni e associazioni – spesso per l’assenza di una reale capacità di e co-progettazione.

Nel 2026 – conclude il Direttore – l’ANBSC concentrerà la propria progettazione su due fronti: da un lato l’informatizzazione dei processi operativi, attraverso strumenti di automazione, dall’altro attività di collaborazione con soggetti istituzionali e non per rafforzare la propria rete di relazioni.

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