Nel 33° anniversario della morte di Paolo Borsellino, il Giffoni Film Festival ha scelto di celebrare la memoria del magistrato palermitando accogliendo nella sezione Impact! una testimonianza intensa e attuale di impegno civile: quella de I Ragazzi di Via D’Amelio, un’associazione fondata da giovani universitari provenienti da tutta Italia, impegnati quotidianamente nella promozione della cultura della legalità.
Nata nel 2022, l’associazione ha realizzato il manuale “Capaci di combattere le mafie – con 5 semplici consigli”, una guida pratica pensata per fornire strumenti concreti per contrastare la criminalità organizzata a partire dai piccoli gesti quotidiani.
Questa mattina un incontro importante con i ragazzi nella Sala Verde di Impact!, cosa è emerso? “È stata una bella emozione perché abbiamo parlato con tanti ragazzi, ci hanno ascoltato e abbiamo ricevuto un feedback molto positivo. Come associazione abbiamo molto spesso l’occasione di parlare con studentesse e studenti che si confrontano con noi. È sempre positivo, ma soprattutto a Giffoni e con tutti i Giffoner di Impact!”, ha dichiarato la vicepresidente Assunta Scautto.
La vostra esperienza è ogni giorno al servizio della cultura della legalità, ma come si fa a non soccombere al timore di esporsi? “Io credo che sia fondamentale non essere soli – spiega Gianluca Bellumori, uno dei membri dell’associazione – perché combattere una lotta così grande da soli porta immediatamente al timore e alla paura. Tutti noi quando facciamo questo tipo di iniziative facciamo i conti anche con un coefficiente – anche se piccolo nel nostro caso – di paura. In questi casi credo che sia fondamentale circondarsi di persone che hanno gli stessi ideali, supportandosi costantemente. È una lotta estremamente grande e da soli diventa impossibile combatterla.
Oggi, a 33 anni dalla morte di Paolo Borsellino, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato che la lotta alla Mafia “deve partire dai banchi di scuola”. Le scuole italiane sono sufficientemente attente?“Noi svolgiamo la nostra attività prevalentemente nelle scuole e cerchiamo di avere contezza di come viene affrontata l’educazione civica. Credo che attualmente sia più che necessaria una revisione dell’attuale legge, dal momento che ci sono ore trattate in modo troppo marginale. La nostra speranza è quella che queste ore possano servire a mettere in chiaro che esiste un’alternativa e che soprattutto oggi combattere le mafie non è un’utopia ma un dovere civico”, dice il presidente Raffaele d’Alfonso del Sordo.
Se poteste tornare nel passato e parlare con Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, con i grandi magistrati italiani, cosa gli domandereste? “Io chiederei loro come hanno fatto ad andare avanti nonostante fossero soli. Oggi, fortunatamente, ci sentiamo tutti meno soli quando si parla di legalità. Tuttavia, loro erano completamente soli nelle loro battaglie. Ad oggi noi non possiamo che provare a seguire un percorso di antimafia dal punto di vista sociale, tra i nostri coetanei e con tutti coloro con cui abbiamo la possibilità di interloquire, conclude il Presidente del Sordo.
A margine dell’incontro “I Ragazzi di Via D’Amelio” hanno incontrato un rappresentante del MO.DA.VI, realtà da sempre in prima linea nella promozione della legalità e nel contrasto alle mafie, grazie a un impegno costante e capillare su tutto il territorio nazionale. Un incontro che ribadisce l’attenzione del MO.DA.VI rispetto al benessere sociale delle nuove generazioni.




