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Sky Sport e Giffoni ancora insieme, il direttore Ferri: “Un Festival che abbatte ogni limite”

2 min di lettura

Quest’anno Sky Sport arriva al Giffoni Film Festival nell’ambito della collaborazione con Sport&Salute, permettendo ai partecipanti di Giffoni Sport di potersi confrontare con giornalisti, cronisti e inviati della redazione.
Ai microfoni di politichegiovanili.com abbiamo avuto il direttore di Sky Sport, Federico Ferri, il quale ha condiviso con noi le sue prime impressioni dal Festival.

“E’ un’esperienza bellissima. Non capita spesso un incontro così diretto con i ragazzi. Credo che la grande forza del Giffoni sia proprio quella di mettere così tanti giovani al centro del Festival. L’energia che questo provoca è bellissima. Un altro aspetto che ho apprezzato tantissimo è la presenza dello sport e questo legame che si crea, in grado di abbattere i limiti di età e delle generazioni”.

Direttore di Sky Sport dal 2017, negli anni Ferri ha rivoluzionato tanti dei format preesistenti. Sky è diventata “La Casa Dello Sport” per migliaia di italiani. Ma da dove nasce questo cambiamento?

“Intanto è sempre un lavoro di squadra, di gruppo. A Sky c’è la possibilità di far crescere tante idee per metterle alla prova quotidianamente con una grande fiducia da parte dell’azienda.
Se ci riferiamo alla Casa dello Sport e al concetto di allargare il campo dell’attenzione, Sky è sempre stata una piattaforma multisportiva. È importante mettere al centro non solo il calcio ma cercare di creare qualcosa che sia una continuità di racconto”, dice Ferri.

“E’ qualcosa che abbiamo sviluppato per scelta, non solo per necessità: sicuramente c’è stata una discontinuità con la serie A che ci ha portato ad avere meno partite rispetto all’epoca precedente. Pur mantenendo il calcio come elemento fondamentale per noi, lo abbiamo alternato a un racconto sportivo che ci ha visti testimoni di qualcosa di straordinario e si vede anche per quanto riguarda gli ascolti”, ha concluso.

Ferri non è stato l’unico presente a Giffoni Sport: da Maurizio Compagnoni a Francesco Modugno fino a Marco Nosotti e Vera Spadini, tanti gli inviati che si sono alternati nella Multimedia Valley.

Proprio con Vera Spadini, giornalista per la sezione di MotoGp, abbiamo avuto l’opportunità di dialogare in merito al Festival e alla sua professione.

“Intanto sono molo felice di essere qui perché è un posto meraviglioso, quasi sospeso. C’è un’atmosfera fantastica. La condivisone di valori e di messaggi positivi in un progetto come Giffoni riesce a coinvolgere i giovani, la creatività, l’arte. Si crea un posto quasi magico e per cui mi sto divertendo molto, oltre a lavorare”.

Alla luce del crescente interesse del mondo femminile verso la Formula 1 e, più in generale, verso i motori, abbiamo chiesto alla giornalista qual è stata la sua esperienza nell’affermarsi in questo ambiente.

“Io credo che intanto ci sia un approccio sempre maggiore delle donne allo sport in generale, così come nella MotoGp e Formula 1. È, soprattutto, una questione di abitudine. Spesso siamo abituati a dire che quello è uno sport fatto esclusivamente da uomini. Credo, però, che con il tempo arriveremo tranquillamente a vedere campionati fatti da sole donne in qualsiasi sport”.

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