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Il Consulente del lavoro: l’ago della bilancia per il giusto inquadramento professionale

2 min di lettura

In un momento in cui è necessario ripartire e l’aspetto professionale diventa il perno per superare un momento delicato, una figura chiave può essere quella del Consulente del lavoro. Per saperne di più, abbiamo intervistato Sara Vicidomini. 31 anni, nocerina, Consulente del Lavoro e Dottore Commercialista, Sara è orgogliosamente figlia d’arte, avendo avuto la possibilità di imparare prima, ed amare poi, la professione di Consulente del Lavoro grazie al padre, che intraprese questa professione nei lontani anni ‘80, svolgendola ogni giorno con enorme spirito di sacrificio, abnegazione e passione.

Quali sono oggi le principali attività del Consulente del Lavoro?

Il CdL è il Professionista che si occupa di lavoro, che conosce lo sviluppo delle dinamiche lavorative, che segue in aggiornamento costante ogni vicenda legata al rapporto di reciprocità che sorge tra datore di lavoro e lavoratore. Consiglia tra le molteplici modalità di assunzione dei lavoratori, di inquadramento in base alle mansioni, apprendistati, stage, collaborazioni ecc.; interviene nell’attività più tecnica di elaborazione delle buste paga e trasmissione dei flussi Uniemens; si occupa dei rapporti con l’Inps, l’Inail, gli Enti di formazione, la Regione; si interfaccia coi sindacati; studia gli strumenti a sostegno di imprese e lavoratori; gestisce eventuali controversie tra lavoratori e datori di lavoro.

Ma come si diventa Consulente del Lavoro?

Per diventare Cdl è necessario conseguire la laurea di primo livello in Scienze Economiche, Scienze Politiche o Giurisprudenza. È necessario, poi, svolgere 18 mesi di tirocinio professionale presso Cdl iscritti all’albo da almeno 5 anni, al termine dei quali sarà possibile sostenere l’esame di stato, presso gli Ispettorati del lavoro del capoluogo di Regione.

Come vedi la Professione di CdL quale percorso di affermazione professionale per i giovani?

Penso che il lavoro sia vita. La nostra costituzione cita al primo Articolo “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul Lavoro”, ed in questo periodo di pandemia i Consulenti del Lavoro hanno fornito un contributo appassionante, si sono trovati a gestire la mole di pratiche di Cassa Integrazione, studiando quale ammortizzatore sociale scegliere, perché ce ne sono stati molteplici e con procedure tutte diverse tra loro, si sono posti in relazione tra l’Inps e i lavoratori, contribuendo in prima linea all’effettivo percepimento degli emolumenti e dei sostegni spettanti.

È una professione viva, vivissima ed entusiasmante in ogni suo aspetto. Si occupa di persone, non di numeri.

Quale ruolo può rivestire il CdL nell’indirizzare i giovani che vogliano intraprendere un’attività d’impresa / start up?

Molte startup sono legate a pluralità di persone interconnesse che si uniscono allo scopo di creare impresa, il CdL può veicolare le scelte, con organigrammi di gestione che vadano a definire competenze e mansioni di ciascuno, riuscendo così a creare un ambiente lavorativo organizzato, che riduca le inefficienze economiche connaturate alle fasi iniziali di nascita di un’azienda.

Quali prospettive e possibilità di sviluppo intravedi per la professione di CdL?

Sicuramente ottime. La specializzazione sarà importante. Attualmente strumenti specifici quali la Contrattazione di II livello e la certificazione dei Contratti di lavoro rappresentano il futuro della professione.

L’Associazione nazionale, inoltre, si sta impegnando molto per dare una nuova immagine della professione, ha istituito “il mercoledì delle opportunità”, iniziativa che, in collaborazione con la Fondazione Studi, offre degli approfondimenti per gli addetti ai lavori, quali la gestione delle crisi di impresa e le opportunità di formazione dei dipendenti all’interno delle aziende; come pure il “Salone dello studente”, attività, ora svolta on-line, in cui i giovani diplomandi seguono dei minicorsi organizzati da rappresentanti dell’Associazione Nazionale per conoscere la professione del CdL.

Quali consigli ti sentiresti di dare a chi volesse intraprendere questo stesso percorso professionale?

Innanzitutto, come per tutte le cose, studiare, studiare, studiare. Non smettere mai di essere curiosi, osservare, analizzare le dinamiche del lavoro, volerne capire la ratio. Il lavoro appartiene a tutti, conoscerne la migliore gestione appartiene ai Consulenti del lavoro.

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